sabato 12 agosto 2017

Tognolini sulla poesia per bambini

poetica è la poesia.

ai bambini bisogna narrare il mondo, lo chiede la specie, e le rime e le storie devono scorrere chiare e abbondanti, più belle possibile.

È una poesia che infila perle di parole famigliari, domestiche, poche e vere, quelle che i bambini sentono dire e dicono nei loro veri giorni. Queste parole sono per loro ancora fresche e nuove, ancora immense, grondanti di senso: non hanno bisogno di vestirsi dei sinonimi sorprendenti e spaesanti accostamenti dei poeti laureati, che si muovono solo fra i nomi poco usati; o al contrario di spellarsi all’osso minimo per rinverdire, come talora accade nella poesia dei grandi, che deve rianimare parole rese opache da stanche decadi d’usi e abusi, forse anche di poeti stanchi.

Qui invece opera l’attitudine primordiale (e quindi poetica) in cui l’istinto di specie pone ogni adulto che parla al suo cucciolo: parole che son novissime per chi ascolta, e quindi (grande astuzia della specie) per chi parla, che le dirà con voce nuova e illuminata, e renderanno le cose nominate agli orecchi di chi le ascolta illuminate, desiderabili e splendenti. Poche parole ma sempre di più, sempre crescenti; parole note ma sempre “più una” sconosciuta: lo spiraglio che serve per sognare cosa mai vorrà dire, e quindi crescere.
Parole note, quindi, riconoscibili, ma disposte in modo sonante e sorprendente.
La mia poesia punta sulla disposizione delle parole più che sulla loro natura.

Bim, bum, bam
Quattro vecchie sul sofà
Una che cuce, una che taglia
Una che fa cappelli di paglia
Una che fa coltelli d’argento
Per tagliare la testa al vento

Si diventa scrittori una prima volta quando scrivi qualcosa che non ti ha chiesto nessuno
Si diventa scrittori la seconda volta quando si pubblica un libro

La mancanza di poesia, la privazione di bellezza, l’odio, il male, distruggono il mondo. La poesia, la bellezza, l’amore, il bene, conservano il mondo.

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