martedì 8 dicembre 2015

Sulle tracce di Orfeo (Rilke, 1922)

Trascese un albero
O maestoso innalzamento
O Orfeo canta
O albero tracimato nell'orecchio
e tutto tacque
Poi dentro a quel tacere
andava nuovo un gesto un sentimento
animali del silenzio uscirono dalla chiarità del bosco diradato
e dunque quel silenzio rivolto in se stesso
non nasceva da astuzia o paura
ma dall'ascoltare
ruggito grido bramito splendeva piccolo nei loro cuori
e dove non c'era casa per nascondersi, 
nessun riparo ai più oscuri desideri con l'uscio dagli stipiti traballanti
innalzasti un tempio nell'ascolto
...
Orfeo nella sua metamorfosi multianime
sopravanza la coppa delle rose
supera l'esser-qui con la parola
e il suo travalicare è un'obbedienza
tutto diviene vite
alle porte dei morti porge le coppe di gloriosi frutti
in realtà viviamo di figure
ogni cosa compiuta
indietro cade
e all'origine ritorna
oltre cammino e mutamento
il volo scalerà i silenzi dello spazio
o dio perduto infinita traccia
ora siamo ascoltatori
e bocche di natura
....

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