mercoledì 23 dicembre 2015

Kalevala (Il Sampo Mulino)


Mi diceva versi il freddo
e la pioggia lunghi canti:
mi portava strofe il vento,
me ne dava il mar con l’onde 

vi aggiungean voci gli uccelli 
e canzoni gli alberelli.


POLLICINO-GIGANTE abbatte l'ALBERO cioè lo INCLINA:

piegò il tronco ad orïente e la cima ad occidente,
il fogliame a mezzogiorno ed i rami a tramontana. 


la mamma alla figlia AINO (come Venere):

apri la più bella cassa
dal coperchio variopinto:
ci son sei cinture d’oro,
sette azzurre sottanine;
della Luna le figliuole
le tesserono, e del Sole. 

...
Lega i nastri sopra gli occhi, 
metti gli ori sulla fronte
e le pure perle al collo,
sopra il petto l’aurea croce: 

poi di lino la camicia
dal finissimo tessuto:
poi di panno la sottana
e la cintola di seta,
calze pur di seta, belle, 

stivaletti poi di pelle:
i capelli avvolgi a treccia,
stretti coi nastri di seta; 
alle dita anelli d’oro, 
braccialetti d’oro al polso. 
..

aprì la cassa più bella,
dal coperchio variopinto: trovò sei cinture d’oro, sette azzurre sottanine;
le indossò, ne fece adorna la gentile personcina: sulla fronte pose gli ori 


e gli argenti sui capelli:
sopra gli occhi, intorno al capo, nastri mise e fasce rosse.

Prese quindi a camminare, lungo il campo, per il prato, traversò paludi e terre
e foreste tenebrose:

e cantava nell’andare
...

Andò un giorno, un altro ancora: ma venuto il terzo giorno,
si trovò dinanzi al mare,
presso la riva giuncosa;
la sorprese qui la notte,
la trattenne qui lo scuro. 

...

già perduta è la fanciulla
che di stagno adorna il petto: lei con le fibbie d’argento, con la cintola di rame

andò sotto il mare ondoso, andò giù dei flutti in fondo, per sorella ai lavareti, sorellina ai pesciolini 
...

e dell’acqua del suo pianto si gonfiarono tre fiumi,
da quel pianto ch’era sceso giù dal capo, dalla fronte. 


Si gonfiò quel fiume in fuoco, si divise in tre cascate:
e dal vortice d’ognuna s’innalzarono tre rupi:
e sull’orlo d’ogni rupe
sorser tre vertici d’oro:
al disopra d’ogni vetta
crebber tosto tre betulle:
nel fogliame di ciascuna
ecco tre cuculi d’oro.

E cantavano i cuculi; uno fece: amore, amore! l’altro fece: sposo, sposo! fece il terzo: gioia, gioia! 


Väinämöinen (IL VECCHIO come SATURNO) cerca di riprendere dal mare Aino, la sorella di Joukahainen, e la tira su coll’amo, trasformata in strano pesce 
SALMONE VARIOPINTO - AINO


il salmon guizzò nel mare, 
sfuggì il pesce variopinto via dalla barchetta rossa, 
dal canotto del cantore.


«Certo venni, perchè fossi
colombella nel tuo braccio, per passar la vita teco,
star con te come consorte, per rifarti il letticciuolo,

il guancial sotto la testa, per pulire la saletta,
per spazzare il pavimento, portar fuoco nella stanza
e tener viva la fiamma, infornare il pane grosso, impastare il pan di miele, mescer birra dalla brocca, pòrti innanzi le pietanze. Io non ero nè un salmone, nè una perca del profondo: ero giovin ragazzina,

di Joukahainen sorellina, lei che sempre ricercasti, tutti i dì desiderasti.
Ah! ah! vecchio miserello, Väinö di corto cervello!
che fuggire ti lasciasti
di Vellamo la bimbetta, d’Ahto figlia prediletta!» 


....


Väinämöinen promette che, una volta tornato a casa, manderà il fabbro Ilmarinen (EFESTO) a fabbricare il Sampo (IL MULINO cerchio dell'ECLITTICA);  



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