domenica 2 agosto 2015

Scrittura e disegno

Gli scrittori scrivono immagini
I disegnatori disegnano parole

dal web:

Fasi dell’acquisizione della scrittura


I bambini sono immersi fin da piccoli in un mare di stimoli grafici: alla televisione, per strada, nei cartelloni pubblicitari, nelle scatole dei giocattoli, sulla confezione delle merendine, e via dicendo. Infatti al momento dell’ingresso alla scuola primaria tutti i bambini si sono fatti delle idee proprie su cosa sia la scrittura e sul significato dello scrivere. 

Si distinguono tre periodi in questo percorso che il bambino compie. Durante il primo periodo il bambino comprende che il disegno è diverso dalla scrittura, in particolare che i segni grafici non riproducono iconicamente l’oggetto, che il legame tra questo e le scritte che lo rappresentano è convenzionale. Successivamente il bambino arriva a comprendere il valore simbolico dei segni grafici, ossia il fatto che la scrittura serve a rappresentare quelle caratteristiche degli oggetti che il disegno non è capace di rappresentare, cioè il loro nome.

Nel secondo periodo, detto periodo presillabico, i bambini iniziano a sperimentare la scrittura, inventando dei loro segni grafici, come pallini, lunette, o talvolta utilizzando delle lettere alfabetiche vere e proprie. Il problema in questa fase è riuscire a stabilire in base a quali criteri un insieme di segni grafici possa essere considerato una scritta, e quindi essere leggibile e interpretabile. Per quanto riguarda l’aspetto quantitativo i bambini elaborano il «principio della quantità minima», in base al quale una scritta può essere considerata tale se è composta da almeno tre segni. Qualitativamente invece, secondo i bambini, una scritta deve essere costituita da segni tutti diversi tra loro: questo è il «principio della variazione interna» .In base a questi principi i bambini giudicano come leggibili o meno le proprie produzioni grafiche, cosi come quelle degli altri.

Il terzo periodo è quello della fonetizzazione, fase in cui il bambino scopre che la scrittura è la rappresentazione della lingua orale. 
Questo periodo però, è scomponibile in tre ulteriori sotto-periodi che sono: il periodo sillabico, il periodo sillabico-alfabetico e il periodo alfabetico. Nel periodo sillabico, il bambino inizia ad attribuire un segno per ogni sillaba della parola; così scriverà ad esempio /bam/bi/no/ con tre segni. Il bambino utilizzerà oltre a segni non convenzionali, lettere convenzionali senza però attribuire a queste il loro valore sonoro convenzionale. 
In questa fase il bambino acquisisce l’idea che con la scrittura si rappresentano gli aspetti sonori della lingua. Nella fase sillabico-alfabetica, il bambino affianca all’ipotesi sillabica quella alfabetica, secondo la quale i segni rappresentano i singoli fonemi; accadrà dunque che nelle produzioni del bambino alcuni segni rappresenteranno le sillabe ed altri i fonemi. Nella fase alfabetica il bambino fa propria l’idea che ad ogni segno grafico corrisponde un fonema della parola.

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