sabato 24 settembre 2011

Pinocchio alchemico


PINOCCHIO alchemico (dal web e dal mio terzo occhio)
PIN - OCCHIO = OCCHIO PINEALE = TERZO OCCHIO

LE TRASFORMAZIONI nominali DI PINOCCHIO
Prima di diventare bambino, Pinocchio si comporta come molti animali selvaggi e non. 
Collodi lo descrive come un:

CAPRETTO, 
LEPROTTO, 
LUPO, 
SERPENTE, 
UCCELLINO, 
ANGUILLA, 
SCOIATTOLO (mangiafoco), 
LEPRE (assassini), 
CAPRIOLO (la via del bosco), 
correva a salti come un CAN LEVRIERO...
AGNELLINO di latte, 
battaglio d'una campana che suona a festa (che festa è?), 
il CANE che mi faceva la guardia di notte, tu prenderai subito il suo posto. Tu mi farai da CANE di guardia...
nuotava come un PESCE...
RANOCCHIO, 
CIUCO, 
trovandosi libero come un UCCELLO nell’aria...
come un  DELFINO in vena di buon umore...
cammineremo pian pianino come le FORMICOLE, e quando saremo stanchi, ci riposeremo lungo la via........
BAMBINO
—E la casacca, babbo?
—L’ho venduta.
—Perché l’avete venduta?
—Perché mi faceva caldo. —

Il babbo dona un corpo al figliolo...
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Pinocchio è un nome composto dai due termini “pino” e “occhio”. Il frutto del pino, la pigna, nell’esoterismo ha sempre indicato la ghiandola pineale (la quale si chiama così proprio perché ha la forma di una pigna, dal lat. pinea), una ghiandola che corrisponde al »terzo occhio« nella fisiologia esoterica. Pinocchio rappresenta quindi il processo di apertura del terzo occhio, la capacità di vedere oltre la forma.

È scritto nel Vangelo:
La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
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nel "Pinocchio e gli archetipi"  Elémire Zolla dice:

Un bambino che legga con tutto il cuore questo libro ne esce trasformato. Diventa un’altra persona di cui non è lecito parlare. 
Pinocchio è la storia di un'iniziazione. Come le Metamorfosi di Apuleio. Ha presente le pagine finali? Il latino del grande retore diventa una lingua infantile quando narra l'epifania di Iside, la madre universale, colei che compare nei sogni se si sogna rettamente... Che poi in Collodi è la fatta dai capelli turchini. ...
Iside, nel mondo pagano, è la grande mediatrice, rappresentante di tutto il mondo animale, o meglio dell'indistinzione tra animale e umano.
In latino Pinocolus ..... l’albero sempreverde che sfida la morte invernale
Lucignolo è un Lucifero miserello, a misura di puer, cioè di pre-iniziato, e il Gatto e la Volpe sono Legbà e Shù, grandi personaggi della mitologia africana che si ritrovano anche nel Vudù. ...
 dal culto di Iside deriva la Madonna, che la leggenda dei magi testimonia come l'atto fondante della cristianità sia l'innesto dello zoroastrismo, come può vedersi, proprio vicino a Pienza, nei rilievi della pieve di Corsignano!

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LORENZINI> COLLODI = cum-lode, nelle saghe medievali indica il ritrovamento del senno perduto.

L'APPESO: ODINO, GESÙ, PINOCCHIO....
BAR-ABBA = IL FIGLIO (bar) DEL PADRE (abba). 
ODINO > 2 CORVI Huginn e Muninn (pensiero e memoria)
GESU > 2 LADRONI Gestas (il cattivo ladrone) e Dismaso Dimas (il buon ladrone). 
PIN-OCCHIO > il GATTO e la VOLPE > LEGBÀ e ESHÙ (eleguà)

LA MADRE UNIVERSALE: ISIDE, MADONNA, OCHÙN.... La Fata turchina
Gesù: appeso ad un legno e trafitto dalla lancia di Longino, il Figlio si immola al Padre, cioè a se stesso, sulla Croce-Albero della Vita, il ligneo ponte che affonda le sue radici negli inferi e sviluppa la sua cima  fino al trono di Dio attraversando il mondo.
pagina“Tunc”del Libro di kells

Il famoso libro miniato dell’Abbazia di Kells, in Irlanda, risale alIX secolo ed è uno dei più straordinari ed antichi testi dei monaciartisti di quell’isola. Si osservi la pagina in cui compare lacelebre frase del Vangelo di Matteo (XXVII, 38) relativa alla crocifissione:
 tunc crucifixerant XRI cum eo duos latrones....
Allora vi furono due ladroni crocifissi con lui....

 I motivi decorativi celtici si esprimono come due serpenti attorcigliati dalla testa di gatto e di volpe!
L’Appeso dei Tarocchi Aurei si ispira al dio Odino della mitologia nordica: una divinità a cui si sacrificavano ritualmente gli impiccati e che per primo interpretò le tavole con le Rune sacre. 
Odino sacrificò un occhio pur di bere alla magica fonte Mìmirche zampillava fra le radici dell’albero cosmicoYggdrasil e  rimase appeso capovolto. Così lui stesso racconta l’esperienza nell’Edda (una delle più antiche e precise descrizioni dell’Arcano XII che ci siano pervenute):
“Io credo di essere rimasto appeso all’albero ventoso per nove notti intere …”

Nove intere notti per celebrare il simbolico sacrificio dell’uomo-dio sono tre volte tre notti, e sono quasi un richiamo alla crocifissione, a cui si allude anche con la posizione delle gambe dell'appeso. Nove sono anche le operazioni alchemiche per la trasmutazione dei metalli.

“Con la lancia fui ferito  e venni offerto a Odino, me a me stesso …”

A prezzo della sofferenza che ha accettato, l’Uomo realizza se stesso e comprende di essere un’Anima immortale, cosicché il sacrificio diviene un’offerta al Sé.

“Sull’albero di cui nessuno potrà mai sapere quali siano le radici sotterranee … E lì sotto ho guardato: Presi le rune, gridando le presiE subito ricaddi all'indietroPoi incominciai a crescere e ad acquistare saggezza; Crebbi e stavo bene; Ogni parola mi portava ad un’altra parola, Ogni gesto a un altro gesto“.


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MarcoAurelio: 
Ricordati che colui che tira i fili è questo Essere celato in noi, è Lui che suscita la nostra parola, la vita nostra, è Lui l’Uomo... Cosa ben più divina delle passioni che ci rendono simili a marionette e nient’altro". 

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