sabato 23 settembre 2017

Anima-Ape

sì come schiera d'api che s'infiora
una fiata e una si ritorna
là dove il suo laboro s'insapora
(Dante Alighieri, Paradiso, XXXI, 7-9)


Presso i popoli antichi l'ape era considerata simbolo di vita che rinasce dalla morte e dalla
decomposizione: l'immortalità dell'anima.
A questo proposito va ricordato il culto dei morti degli spartani, che conservavano nel miele il cadavere dei loro re. La gran madre greca Demetra, che dona la vita, aveva il soprannome di Melissa, cioè ape. Nella religione greca l’ape rappresenta l’anima discesa fra le ombre che si prepara al ritorno.

L'ape è associata all'anima che lascia il corpo di un uomo anche in Siberia, nell'Asia centrale e presso gli Indiani dell'America del Sud. Questa immagine anima-ape era presente anche presso gli antichi egizi. L’ape è uno dei simboli della risurrezione.

La stagione invernale (tre mesi) nel corso della quale sembra sparire perché non esce dall’alveare è associata al tempo (tre giorni) nel quale il corpo di Cristo è invisibile dopo la morte e prima di riapparire risuscitato.
Nella cultura ebraica l'ape è associata al linguaggio, e il suo nome “dbure” deriva dalla radice “dbr” che significa parola, da cui il rapporto stabilito tra l'ape e il verbo. Nella cultura greca è il simbolo dell'eloquenza, della poesia e dell'intelligenza.
Francesco di Sales paragona l'anima dell'uomo nel corso della sua vita terrestre ad un'ape, paragone già formulato da San Bernardo e ripreso da Rudolf Steiner.

lunedì 18 settembre 2017

L'amor il mondo fa girar

Tobia e Elisha
Assaf e Tamar
Santiago e Fatima
Cosimo di Rondó e Viola
Beren e Luthien
Renzo e Lucia
Papageno e Papagena
Candido e Cunegonda
Romeo e Giulietta
Don Quijote e Dulcinea
Orlando e Angelica
Perceval e Biancofiore
Robin Hood e Marion
Ulisse e Penelope

domenica 10 settembre 2017

Anima Mundi: la terza ipostasi (Plotino)


  1. l'Uno, del quale nulla è lecito dire se non che è uno e bene;
  2. l'Intelletto, che procede dall'Uno, ed è assimilabile al mondo delle idee di Platone, poiché consiste di tutte le forme e i modelli del pensiero, oltre che della realtà ontologica;
  3. l'Anima, che procede a sua volta dall'Intelletto, e sta a fondamento della vita: essa è l'ultimo grado della realtà effettiva, oltre la quale si trova la materia che è un semplice non-essere, un'apparenza priva di vera consistenza.
Questo universo è un animale unico che contiene in sé tutti gli animali, avendo una sola Anima in tutte le sue parti.
... ogni essere che si trova nell'universo, a seconda della sua natura e costituzione, contribuisce alla formazione dell'universo col suo agire e con il suo patire, nella stessa maniera in cui ciascuna parte del singolo animale, in ragione della sua naturale costituzione, coopera con l'organismo nel suo intero, rendendo quel servizio che compete al suo ruolo e alla sua funzione. Ogni parte, inoltre, dà del suo e riceve dalle altre, per quanto la sua natura recettiva lo consenta.

Il Principe e il Povero

NEL MONDO DELLA MATEMAGICA

venerdì 8 settembre 2017

lo zero

Una volta il segnaposto babilonese, spazio fra le cose, diventò un οὺδἐν (ouden = nulla) greco, poi Alessandro Magno lo portò in India e Brahmagupta ci fece un numero शून्य (śūnya), creando il sistema posizionale dei numeri: un śūnya vicino ad un piccolo UNO lo trasformava in DIECI! Allora non è proprio un nulla... Gli arabi lo riprendono dagli indiani e lo chiamano صفر (sifr) che vuol dire vuoto, e sbarca nel mondo latino grazie a Fibonacci che lo chiama zephirum che è un vento greco da cui > zero



giovedì 7 settembre 2017